Aziende e startup del settore del tech, insieme a quelle fashion, sono state le prime vere precorritrici dell’influencer marketing.

I primi content creator ad aver raggiunto la fama su internet provengono, infatti, proprio da quel mondo. Simpatici nerd fanatici di tecnologia che, grazie alle loro doti da smanettoni, hanno imparato per primi a pubblicare e condividere contenuti su internet.

Recensioni di processori, schede grafiche per computer, videogiochi, periferiche e ogni altra diavoleria tecnologica sono state recensite in modo certosino dall’appassionato di turno.

L’unboxing non è stata certamente un’invenzione delle beauty blogger. Sono stati infatti i primi tech influencer a lanciare la moda di filmare l’apertura della confezione del proprio ultimo acquisto tech.

Uno dei più famosi canali su Youtube, è proprio un canale di unboxing da più di 15 Milioni di iscritti. E indovina un po’: non fa altro che pubblicare unboxing e recensioni di prodotti tecnoligici.

Unbox Therapy: una vera istituzione su Youtube

Ma c’è una ragione particolare che ha portato a questa solida collaborazione tra le aziende tecnologiche e la comunità degli influencer tech?

Secondo la mia analisi, i motivi sono almeno 2.

In primo luogo, sono cruciali le caratteristiche intrinseche di questa categoria di prodotto. 

Proprio perché si tratta di prodotti con tecnologia al loro interno, nella stessa categoria merceologica si trovano prodotti che sono in competizione tra di loro ma con caratteristiche molto diverse.

Ad esempio, nella categoria “smartphone di fascia bassa”, come fa un consumatore non esperto di tecnologia a scegliere tra il Redmi 7 e il Samsung Galaxy A40?

Ha bisogno che qualcuno gli spieghi le differenze tra i modelli, glieli mostri e li provi per lui. E questo è proprio il lavoro degli influencer tech che, con i loro contenuti, riescono a spiegare “all’uomo della strada” anche il prodotto tecnologico più complesso.

Contenuti che, per l’azienda tech, svolgono una duplice funzione fondamentale:

  • nella fase di discovery (il potenziale cliente scopre dal suo youtuber preferito che l’azienda ha lanciato un nuovo battery pack che ricarica lo smartphone in 3 minuti)
  • nella delicata fase di valutazione e scelta pre-acquisto (il potenziale cliente confronta due modelli di smartphone tra i quali è indeciso, guardando due recensioni approfondite su Youtube).

Il secondo punto, non meno importante, per il quale i brand tech hanno adorato fin da subito gli influencer: l’autorevolezza.

Se un potenziale cliente è incerto nell’acquisto tra due prodotti che gli sembrano simili, potrebbe optare proprio per il prodotto che è utilizzato dal suo influencer tech di riferimento. E qui parliamo quindi di vera e propria influenza: come autorità ed esperti del loro settore, gli influencer tecnologici sono spesso in grado di spostare concretamente le vendite da un brand ad un altro.

Certo, non bisogna sottovalutare il fattore, non poco importante, dell’autenticità: ormai lo sanno anche i sassi che gli influencer sono pagati per parlare dei prodotti.

Per questo motivo, in questo settore è preferibile lavorare esclusivamente con influencer di livello più alto. Questo perché, per non perdere la faccia con le proprie community, cercano sempre di essere trasparenti e di mostrare i prodotti con i pregi e difetti, senza scivolare in una squallida marketta.

Può capitare, ad esempio, che l’influencer di turno realizzi una video recensione, obiettiva e trasparente, di un nuovo smartphone Android, illustrandone tutte le caratteristiche. Anche se in altri video ha dimostrato di preferire i gli smartphone di casa Apple.

Ma non per questo Android dovrebbe escludere questo influencer dalla sua campagna. Anche se la community più affezionata dell’influencer è consapevole che tale personaggio preferisca il brand Apple (e ciò influenza attivamente i fruitori dei suoi contenuti), tutti i potenziali clienti che stanno cercando delle informazioni prima di acquistare quel device Android, possono comunque essere influenzati dalla sua video recensione.

I casi di studio tech di Get Influence

Proprio perché il connubio tech-influencer si è dimostrato così solido, qui a Get influence abbiamo avuto più di un’occasione di metterci all’opera in questa tipologia di campagna di influencer marketing.

Su tutti, puoi approfondire due casi di studio in particolare.

Il primo è quello di Floome, un innovativo etilometro per smartphone che abbiamo aiutato nel 2017 ad aumentare le vendite tramite Amazon.

Il secondo è quello di Etoro, la prima piattaforma di social trading al mondo, che abbiamo supportato nel 2018 in una campagna di lead generation.

About The Author

Andrea Giavara

Progetto e porto al successo le tue campagna di influencer marketing. Fondatore di Get Influence